Le decisioni di architettura del canale
La definizione dell’approccio distributivo
Scelta dell’estensione della rete:
- vendita selettiva: l’azienda seleziona, sulla base di alcuni criteri, i rivenditori (soprattutto i dettaglianti)
forma particolare: vendita in esclusiva = l’azienda affida l’intermediazione di un prodotto in esclusiva a un distributore per una determinata zona (solitamente accordi bilaterali)
- vendita estensiva: l’azienda cerca di collocare il proprio prodotto presso tutti i possibili rivenditori che ne fanno richiesta, senza particolari scelte e limitazioni
Caratteristiche del bene
Classificazione di Aspinwall che classifica i prodotti in tre categorie, in base a quattro dimensioni (frequenza di acquisto, marginalità, servizi richiesti, durata del processo ricerca e consumo):
- gialli: acquistati raramente, ad alto margine, tanti servizi richiesti, il processo di ricerca e consumo è complesso (es: macchina) distribuzione selettiva;
- arancioni: stanno nel mezzo distribuzione a metà tra selettiva ed estensiva;
- rossi: acquistati spesso, a basso margine, pochi servizi, processo semplice (es: largo consumo) distribuzione estensiva.
Le caratteristiche del bene: classificazione congiunta di merci e servizi
Tabella convenience-shopping-specialty goods, e convenience-shopping-specialty stores
Caratteristiche del bene_ search, experience e credence goods
La classificazione di Nelson classifica i beni in:
- Credence goods: beni che si avvicinano al mondo religioso; ho un limitato potete di raccogliere le informazioni pre-acquisto, e c’è anche poca valutazione post-acquisto, per il cliente è quasi una fede, il distributore è un faith provider tutto il marketing religioso fa riferimento a questo.
Es: se acquisto una corona o un santino;
Es: il mondo assicurativo: ex ante non posso valutare tutte le informazioni, e anche ex post non sono in grado di valutarla a meno che non abbia un incidente e quindi la utilizzo;
- Experience goods: ex ante non ho tante informazioni, ma una volta usato lo posso valutare, il cliente cerca fiducia e il distributore fornisce trust prodotti che da un punto di vista di acquisto sono più semplici di credence (il coinvolgimento è un po’ minore); tutto il mondo del largo consumo fa riferimento a questi.
Es: un sugo, biscotti, …, so che gusto hanno solo dopo che li assaggio;
- Search goods: informazioni pre e valutazioni post sono possibili, il cliente cerca informazioni, il distributore è un information provider.
Es: tutti i prodotti tecnologici
In base a tre variabili:
- Informazioni pre-acquisto;
- Valutazione post-acquisto: se dopo averlo acquistato ho la possibilità di valutare l’acquisto;
- Elemento ricercato dalla domanda;
- Ruolo del distributore.
Il coinvolgimento del consumatore
A livello generale, se un prodotto ha un basso coinvolgimento come i red, tendenzialmente dovrei fare una distribuzione estensiva; se ho un prodotto yellow, dovrei andare sulla distribuzione selettiva. Al crescere del coinvolgimento, riduco la reperibilità del mio prodotto
Le scelte di architettura dei canali
Canale diretto vs canale indiretto. Variabili che influenzano la scelta
Il canale diretto
Richiede elevati costi fissi maggiori investimenti e rischi. Vantaggi:
- Controllo dei mercati di sbocco penetrazione stabile nel tempo;
- Gestione diretta di immagine e posizionamento brand image & brand equity;
- Accumulazione di conoscenza dall’osservazione diretta dei comportamenti.
Il canale indiretto: dimensione verticale
Integrazione contrattuale:
- integrazione proprietaria = impresa industriale controlla direttamente la funzione di intermediazione;
- integrazione contrattuale = accordi di distribuzione in esclusiva o contratti di franchising;
- arm’s lenght:
- canale controllato (sbilanciamento potere);
- canale individualistico (bilanciamento potere).
Il canale indiretto: dimensione orizzontale
Sbocco distributivo = tipologia di intermediario e formato distributivo per i vari stadi
criteri per la selezione degli sbocchi:
- tipo di servizio commerciale richiesto dal cliente;
- abitudini di shopping del cliente: complementarità;
- tipo e natura del prodotto commercializzato;
- profilo della struttura distributiva presente nel mercato
Mono vs multi-canalità?
Diversi tipi di conflitti nei canali:
- tra canali di distribuzione orizzontale;
- tra stadi di distribuzione verticale;
necessità di gestire la sovrapposizione tra le differenti tipologie di canali e/o mercati e i potenziali conflitti tra intermediari e fra questi e l’impresa industriale.
Gli approcci di marketing prevalenti