Pt.1 Flashcards

(105 cards)

1
Q

Quali sono i due gruppi principali in cui si possono dividere le correnti di pensiero sul concetto di diritto?

A

Il primo gruppo identifica il diritto con la norma, la regola di condotta, vedendolo come un complesso organico di norme. Il secondo gruppo identifica il diritto con l’ordinamento giuridico, considerandolo non solo norma, ma anche l’organizzazione sociale stessa, la società organizzata.

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2
Q

In quali sensi viene utilizzato il termine ‘diritto’?

A

Il termine ‘diritto’ viene utilizzato in senso oggettivo quando si parla di ‘diritto romano’, ‘diritto civile’, ‘diritto penale’, ecc. Viene utilizzato in senso soggettivo quando ci si riferisce al ‘diritto di credito’ come spettanza del creditore verso il debitore.

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3
Q

Cos’è il ‘diritto romano’?

A

Il ‘diritto romano’ è il diritto della collettività politica organizzata di uomini liberi che fece capo all’antica Roma, sviluppatosi per oltre 1300 anni, dalle origini della città nell’VIII secolo a.C. alla morte dell’imperatore Giustiniano nel 565 d.C.

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4
Q

Cos’è il Corpus iuris civilis?

A

Il Corpus iuris civilis è una compilazione di materiale giuridico romano realizzata per volontà di Giustiniano tra il 528 e il 534 d.C. che rappresenta un evento storico di straordinaria portata.

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5
Q

Qual è il termine latino corrispondente a ‘diritto’ e quali significati assume?

A

Il termine latino corrispondente a ‘diritto’ è ius. Assume significati di diritto oggettivo, potestà (sui iuris, alieni iuris), luogo del giudizio (in ius vocatio) e situazione giuridica soggettiva (succedere in ius).

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6
Q

Qual è la distinzione tra diritto privato e diritto pubblico?

A

Il diritto privato regola i rapporti tra individui in quanto tali, mentre il diritto pubblico regola l’organizzazione e il funzionamento della collettività, oltre che i rapporti tra la collettività e i singoli.

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7
Q

Quali sono i periodi della storia del diritto romano?

A

I periodi della storia del diritto romano sono: età arcaica, età preclassica, età classica, età postclassica e giustinianea.

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8
Q

Quando inizia e termina l’età arcaica del diritto romano?

A

L’età arcaica del diritto romano va dalle origini della città (754 a.C.) a metà circa del III secolo a.C.

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9
Q

Quali sono i caratteri dello ius nell’età arcaica?

A

Il diritto privato nell’età arcaica è povero di strutture, formalistico, adeguato a soddisfare le esigenze di una società rurale ed è proprio ed esclusivo dei cittadini romani.

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10
Q

Cosa sono i mores nell’età arcaica?

A

I mores (maiorum) sono i costumi giuridici dei maiores, dei più antichi Romani, tanto risalenti nel tempo da non conservarsi memoria della loro origine.

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11
Q

Cosa sono le leges publicae nell’età arcaica?

A

Le leges publicae sono provvedimenti normativi che derivano la loro efficacia dall’essere collegati alla volontà popolare, capaci di derogare o integrare i mores.

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12
Q

Qual è stata la legge più famosa dell’età arcaica?

A

La legge più famosa dell’età arcaica è la legge delle Dodici Tavole, degli anni 451-450 a.C.

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13
Q

Qual è la differenza tra leges datae e leges rogatae?

A

Le leges datae sono leggi pronunciate da un magistrato delegato dal popolo, mentre le leges rogatae sono proposte dal magistrato e approvate dal popolo riunito in assemblea.

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14
Q

Qual è la differenza tra leges e plebisciti?

A

Le leges rogatae approvate dal popolo composto di patrizi e plebei erano vincolanti per tutti, mentre i plebisciti obbligavano dapprima i soli plebei, poi equiparati alle leges dalla lex Hortensia.

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15
Q

Chi erano i pontefici e quale ruolo avevano nell’età arcaica?

A

I pontefici erano una classe sacerdotale che deteneva la conoscenza e l’interpretazione del diritto, considerati i primi giuristi romani. Interpretavano i mores e le leges in maniera aderente alla lettera, ma anche in modo creativo.

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16
Q

Cosa si intende per ius Quiritium?

A

Il ius Quiritium è il nucleo più antico del diritto romano, il ‘diritto dei Quiriti’, che riconosceva posizioni giuridiche soggettive assolute, in particolare posizioni di potere su persone o cose.

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17
Q

Cosa si intende per ius civile nell’età arcaica?

A

Il ius civile è il diritto che riguarda i cittadini (cives) romani ed essi soltanto. Le sue fonti sono i mores, le leges e l’interpretazione pontificale. Comprendeva il ius Quiritium ma era più ampio.

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18
Q

Quando inizia l’età preclassica del diritto romano?

A

L’età preclassica del diritto romano inizia a metà circa del III secolo a.C.

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19
Q

Quali sono i caratteri dello ius nell’età preclassica?

A

Nell’età preclassica vengono individuate, riconosciute e tutelate altre posizioni giuridiche soggettive, repressi nuovi illeciti privati e si dà riconoscimento e tutela a nuovi negozi giuridici, fruibili pure dai non cittadini (peregrini).

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20
Q

Quali sono le fonti del diritto nell’età preclassica?

A

Nell’età preclassica mantengono vigore gli antichi mores e le antiche leges, ma i pontefici perdono il monopolio della conoscenza e dell’interpretazione del diritto. Il pretore e la giurisprudenza (laica) assumono un ruolo maggiore.

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21
Q

Cosa si intende per giurisprudenza romana?

A

La giurisprudenza romana è la scienza del diritto (iuris prudentia), corrispondente alla ‘dottrina’. Si discorre di interpretatio prudentium, interpretazione degli esperti del diritto, dei giuristi (iuris consulti).

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22
Q

Qual è stato il ruolo dei giuristi nell’età preclassica?

A

I giuristi ebbero una posizione sociale di particolare prestigio e le loro opinioni, i loro punti di vista e i loro pareri finivano per essere considerati ius, in particolare fonti del ius civile.

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23
Q

Come si è evoluto il ius civile nell’età preclassica?

A

Il ius civile subisce un forte incremento a partire dal III secolo a.C., con la tutela giudiziaria di nuovi negozi, anche se compiuti da non cittadini (peregrini), dando luogo ad obblighi qualificabili in termini di oportere.

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24
Q

Cosa si intende per ius gentium?

A

Il ius gentium è il diritto riconosciuto e tutelato anche nei confronti dei non cittadini (peregrini). Si contrappone al ius civile, ma da un altro punto di vista ne è parte integrante.

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25
Cosa si intende per ius honorarium?
Il ius honorarium è il diritto risultante dall'attività creativa di alcuni organi giurisdizionali, in particolare il pretore urbano e il pretore peregrino, attraverso i loro editti.
26
Quando inizia l'età classica del diritto romano?
L'età classica del diritto romano inizia con la fine della repubblica romana e l'avvento del principato di Ottaviano Augusto (27 a.C.).
27
Quali sono le fonti del diritto nell'età classica?
Nell'età classica si aggiungono nuove fonti: senatoconsulti e costituzioni imperiali. Si estingue l'attività legislativa del popolo e il pretore perde il ruolo innovatore del ius.
28
Cos'è l'Editto perpetuo?
L'Editto perpetuo è il testo definitivo dell'editto pretorio stabilito intorno al 130 d.C. dal giurista Salvio Giuliano per incarico dell'imperatore Adriano.
29
Qual è l'importanza della giurisprudenza nell'età classica?
Nell'età classica si infittisce la schiera dei giureconsulti e il loro livello scientifico raggiunge il più alto grado. Si parla di giurisprudenza classica, diritto classico e periodo classico.
30
Quali sono state le due sectae di giuristi nell'età classica?
Le due sectae di giuristi nell'età classica sono state i sabiniani e i proculiani, caratterizzate da un antagonismo le cui ragioni di fondo non sono del tutto chiare.
31
Quando inizia l'età postclassica del diritto romano?
L'età postclassica del diritto romano inizia con la crisi del III secolo d.C. e la divisione dell'impero romano in pars Occidentis e pars Orientis.
32
Quali sono le caratteristiche del diritto privato nell'età postclassica?
Per il diritto privato e la scienza giuridica, l'età postclassica è un'età di decadenza. L'imperatore rimane l'unica fonte viva del diritto, ma le costituzioni imperiali rivelano un deciso scadimento di livello tecnico e stilistico.
33
Cosa si intende per fonti di cognizione del diritto romano?
Le fonti di cognizione del diritto romano sono ogni materiale che ci consenta di conoscerne forme e contenuti.
34
Qual è la principale fonte di cognizione del diritto privato romano?
La principale fonte di cognizione del diritto privato romano è il Corpus iuris civilis.
35
Da quante parti è composto il Corpus iuris civilis?
Il Corpus iuris civilis è composto da quattro parti distinte: Institutiones, Digesta (o Pandectae), Codex, Novellae.
36
Cosa sono le Institutiones?
Le Institutiones sono la parte più breve e semplice del Corpus iuris, pubblicate nel 533, scritte in forma di discorso diretto dell'imperatore ai giovani che si avviano agli studi giuridici, con funzione didattica.
37
Cosa sono i Digesta (o Pandectae)?
I Digesta sono la parte di maggior pregio del Corpus iuris, una grande antologia giuridica che raccoglie brani tratti da opere di giuristi classici organizzati per materia, a cui fu data forza di legge.
38
Cosa sono il Codex?
Il Codex è una raccolta di costituzioni imperiali, compilata in due edizioni (529 e 534), divisa in 12 libri, a loro volta divisi in titoli, con le costituzioni raccolte in ordine cronologico.
39
Cosa sono le Novellae?
Le Novellae sono le costituzioni di Giustiniano emanate successivamente al Codex repetitae praelectionis.
40
Quali sono le fonti di cognizione pregiustinianee del diritto romano?
Le fonti di cognizione pregiustinianee del diritto romano sono le Istituzioni di Gaio e il Codice Teodosiano, oltre ai Tituli ex corpore Ulpiani, i Fragmenta Vaticana, la Lex Dei o Mosaicarum et Romanarum legum Collatio, la Consultatio veteris cuiusdam iurisconsulti e la Lex Romana Wisigothorum.
41
Cosa si intende per processo privato?
Il processo privato è il complesso delle attività volte all'accertamento e alla realizzazione di diritti soggettivi, promosso dal singolo e con l'intervento di un organo giudiziario pubblico.
42
Qual è il rapporto tra diritto sostanziale e processo nel diritto romano?
A differenza di oggi, nel diritto romano il rapporto tra diritto sostanziale e processo era diverso. Una ragione era tutelabile soltanto se v’era un’apposita actio, o altro idoneo strumento processuale.
43
Cosa sono le legis actiones?
Le legis actiones sono i cinque riti processuali fruibili dai cittadini romani durante l'età arcaica, tra loro diversi per origini, natura e struttura, ma con comuni caratteristiche peculiari.
44
Quali sono le caratteristiche comuni delle legis actiones?
Le caratteristiche comuni delle legis actiones sono la denominazione, l'accessibilità solo ai cittadini romani, l'oralità e un rigido formalismo.
45
Quali sono le fasi del procedimento nelle legis actiones dichiarative?
Il procedimento nelle legis actiones dichiarative è diviso in due fasi: in iure, dinanzi al magistrato, e apud iudicem, dinanzi al giudice nominato dal pretore.
46
Cos'è la in ius vocatio?
La in ius vocatio è un atto privato con cui una parte ingiunge all'altra, mediante pronunzia di determinate parole solenni, di seguirla dinanzi al magistrato.
47
Cos'è la litis contestatio?
La litis contestatio è un atto solenne di invocazione di testimoni che attestano il rito compiuto nella fase in iure, a cui si connette il principio bis de eadem re ne sit actio, che vietava la ripetizione della lite.
48
Quali sono le legis actiones più antiche?
Le legis actiones più antiche sono la legis actio sacramenti e la legis actio per manus iniectionem, dichiarativa la prima, esecutiva l'altra.
49
Cos'è la legis actio sacramenti?
La legis actio sacramenti è la legis actio dichiarativa di più largo impiego, qualificata generalis perché utilizzabile per ogni pretesa per la quale non fosse prescritto l'esercizio di altra legis actio. Poteva essere in rem o in personam.
50
Come si svolge la legis actio sacramenti in rem?
Nella legis actio sacramenti in rem, le parti compiono gesti e pronunciano formule solenni, sfidandosi reciprocamente al sacramentum, una scommessa di pagare all'erario in caso di soccombenza. Il pretore assegna il possesso provvisorio della cosa controversa.
51
Come si svolge la legis actio sacramenti in personam?
Nella legis actio sacramenti in personam, il creditore agisce contro il debitore affermando il proprio credito. Se il debitore nega, le parti si sfidano reciprocamente al sacramentum.
52
Cos'è la legis actio per manus iniectionem?
La legis actio per manus iniectionem è una legis actio esecutiva, utilizzata per la realizzazione di posizioni giuridiche soggettive per le quali una legge vi avesse fatto espresso rinvio.
53
Cos'è la legis actio per pignoris capionem?
La legis actio per pignoris capionem è una legis actio esecutiva che non richiede la presenza né del magistrato né dell'avversario, e prevede che il creditore prenda possesso di cose appartenenti al debitore, tenendole in 'pegno'.
54
Cos'è la legis actio per iudicis arbitrive postulationem?
La legis actio per iudicis arbitrive postulationem è una legis actio dichiarativa, esperibile per crediti nascenti da stipulatio e per la divisione di eredità o di beni comuni. L'attore chiede al pretore la nomina di un giudice o di un arbitro.
55
Cos'è la legis actio per condictionem?
La legis actio per condictionem è una legis actio dichiarativa, introdotta per crediti aventi ad oggetto una somma determinata di denaro (certa pecunia) o cose determinate diverse dal denaro (certa res).
56
Cos'è il processo formulare?
Il processo formulare è un tipo di processo che si realizza in forza dei poteri del pretore (iuris dictio e imperium), consentendo e imponendo agli interessati di litigare per formulas.
57
Come è avvenuta l'abolizione delle legis actiones?
Le legis actiones furono gradatamente soppresse a causa della loro inadeguatezza rispetto alla nuova realtà e al mutato contesto culturale. Il processo formulare le sostituì, diventando il procedimento ordinario con la lex Iulia iudiciaria.
58
Quali sono i caratteri del processo formulare?
Il processo formulare ha carattere unitario, con diverse formulae per ciascuna actio. Il procedimento è diviso in due fasi: in iure e apud iudicem. Non vi è il rigoroso formalismo delle legis actiones e si fa uso della scrittura.
59
Come si assicurava la presenza dell'avversario nel processo formulare?
Per assicurare la presenza dell'avversario si provvedeva con la in ius vocatio, senza solennità orale. Si affiancò il vadimonium, rendendo la in ius vocatio sempre più rara.
60
Cosa comportava la iuris dictio nel processo formulare?
La iuris dictio comportava il potere di stabilire il principio di diritto da valere nel caso concreto, attraverso la datio actionis, con cui il magistrato concedeva l'azione richiesta.
61
Cos'è la denegatio actionis?
La denegatio actionis è il rifiuto del pretore di concedere l'azione, qualora la pretesa attrice sia palesemente infondata o iniqua, cosicché il giudizio non ha seguito.
62
Cos'è la formula nel processo formulare?
La formula è un breve documento scritto dove è indicato il nome del giudice e l'invito a condannare o assolvere il convenuto a seconda delle circostanze indicate nella formula stessa.
63
Qual è il ruolo della litis contestatio nel processo formulare?
La litis contestatio è l'atto istitutivo del giudizio, presupposto indispensabile per una decisione giudiziale di merito sulla questione controversa. Ha effetti esclusori e conservativi.
64
Cosa si intende per indefensio?
L'indefensio è l'atteggiamento passivo di non collaborazione del convenuto all'istituzione della lite. Contro il convenuto che assume tale atteggiamento, il pretore concede all'attore la missio in bona.
65
Come si svolge la fase apud iudicem nel processo formulare?
La fase apud iudicem si svolge dinanzi al giudice privato scelto dalle parti, vincolato ai termini della formula. Si conclude con la sentenza, sempre espressa in denaro, che dà luogo alla obligatio iudicati.
66
Quali sono le parti 'ordinarie' della formula?
Le parti ordinarie della formula sono: intentio, demonstratio, condemnatio, adiudicatio. Non tutte erano necessarie.
67
Cos'è l'intentio?
L'intentio esprime la pretesa vantata dall'attore, la 'ragione' fatta valere. Caratterizza la formula e ne denunzia la natura.
68
Cos'è la demonstratio?
La demonstratio indica la causa, la fonte, i fatti che hanno dato vita alla pretesa dell'attore.
69
Cos'è la condemnatio?
La condemnatio è la parte della formula con cui si invita il giudice a condannare il convenuto se sussistono le condizioni indicate nella formula, diversamente ad assolverlo.
70
Cos'è l'adiudicatio?
L'adiudicatio sta solo nelle formule delle azioni divisorie e dell'azione per il regolamento dei confini, e autorizza il giudice ad 'aggiudicare' ai partecipanti alla comunione o ai confinanti parti definite di quanto era oggetto della divisione o parti definite di terreno a confine.
71
Cos'è la praescriptio?
La praescriptio è scritta prima della iudicis nominatio e serve a limitare l'oggetto dell'azione e l'effetto preclusivo della litis contestatio a quanto l'attore voglia o possa intanto perseguire. È un rimedio che giovava all'attore.
72
Cos'è l'exceptio?
L'exceptio è un rimedio a favore del convenuto, inserito nella formula dopo l'intentio e prima della condemnatio. È una condizione negativa della condanna: il giudice avrebbe dovuto condannare il convenuto solo se le circostanze dedotte nell'exceptio non risultassero vere.
73
Qual è la classificazione delle azioni in azioni civili e azioni pretorie?
Le azioni civili sono fondate sul ius civile, mentre le azioni pretorie (o onorarie) sono fondate sul diritto onorario. L'appartenenza all'una o all'altra categoria si stabilisce dall'intentio della formula.
74
Cosa sono i iudicia bonae fidei?
I iudicia bonae fidei sono azioni in personam nella cui intentio (incerta) all'oportere, che esprime l'obbligazione del convenuto, sono aggiunte le parole ex fide bona: in tal modo il giudice è invitato a stabilire secondo criteri di buona fede quali siano gli obblighi a carico del convenuto.
75
Quali sono le tipologie di azioni pretorie?
Le azioni pretorie potevano essere utiles, con trasposizione di soggetti, e in factum: si trattava in ogni caso di rimedi volti a colmare lacune del ius civile.
76
Qual è la distinzione tra actiones in rem e actiones in personam?
Nelle azioni reali (in rem) la pretesa dell'attore è erga omnes, mentre nelle azioni personali (in personam) l'attore si afferma creditore ed assume che l'avversario, suo debitore, è tenuto verso di lui ad un certo comportamento.
77
Cosa sono le azioni arbitrarie?
Le azioni arbitrarie sono quelle la cui formula conteneva una particolare clausola per cui il giudice, verificata l'intentio, prima di procedere alla condanna pecuniaria avrebbe dovuto invitare il convenuto a restituire, e condannarlo solo in caso di mancata restituzione.
78
Qual è la distinzione tra azioni penali e azioni reipersecutorie?
Con le azioni penali (poenam persequimur) il privato persegue dall'autore di un illecito una pena, che ha funzione afflittiva, punitiva. Con le azioni reipersecutorie (rem persequimur) si persegue la res, con funzione risarcitoria.
79
Cos'è l'actio iudicati?
L'actio iudicati è un’actio in personam che aveva quali presupposti: una sentenza di condanna espressa in denaro (iudicatum) con conseguente obligatio iudicati; e che il debitore entro trenta giorni non avesse adempiuto.
80
Quali sono le procedure esecutive contro il iudicatus?
Le procedure esecutive contro il iudicatus potevano essere personali o patrimoniali. L'esecuzione personale era ricalcata sulla legis actio per manus iniectionem. L'esecuzione patrimoniale culminava nella bonorum venditio.
81
Cos'è la bonorum venditio?
La bonorum venditio è un tipo di esecuzione patrimoniale che inizia con la missio in bona, mediante la quale il pretore immette il creditore nel possesso di tutti i beni del debitore. L'acquirente è detto bonorum emptor.
82
Cosa sono la cessio bonorum e la bonorum distractio?
La cessio bonorum è la cessione volontaria di tutto il patrimonio ai creditori da parte del debitore insolvente. La bonorum distractio è la vendita singolarmente di cespiti patrimoniali ereditari tanto quanto bastava per soddisfare col ricavato i creditori.
83
Quali sono i rimedi pretori?
I rimedi pretori sono: la denegatio actionis, l'exceptio, le actiones utiles, le azioni con trasposizione di soggetti e le actiones in factum. Essi servivano adiuvandi vel supplendi vel corrigendi iuris civilis gratia.
84
Cosa sono gli interdicta?
Gli interdicta sono ordini processuali, soprattutto pretori, che vietano determinati comportamenti. Potevano essere prohibitoria, restitutoria ed exhibitoria.
85
Cos'è la in integrum restitutio?
La in integrum restitutio è un rimedio pretorio che comporta il sostanziale ripristino della situazione giuridica qual era prima dell'evento o dell'atto i cui effetti giuridici il pretore, per motivi di equità, voleva rimuovere.
86
Cosa sono le cautiones, o stipulationes praetoriae?
Le cautiones, o stipulationes praetoriae, sono espedienti pretori per colmare le lacune del ius civile. Il pretore impone alla parte contro cui è stata avanzata l'istanza di obbligarsi con stipulatio, promettendo all'avversario la prestazione del caso.
87
Cosa sono le missiones in possessionem?
Le missiones in possessionem sono disposte dal pretore con decretum, su postulatio dell'interessato e previa cognitio pretoria. In forza della missio l'istante è autorizzato ad immettersi in possessionem ora di un singolo bene ora di un complesso patrimoniale.
88
Quando è stato abolito il processo formulare?
Il processo formulare è stato definitivamente e formalmente abolito dagli imperatori Costanzo e Costante, figli di Costantino.
89
Cosa sono le cognitiones extra ordinem?
Le cognitiones extra ordinem sono un tipo di processo che non era né per legis actiones né per formulas. La competenza era dei consoli, dei governatori provinciali e del princeps.
90
Quali sono le caratteristiche delle cognitiones extra ordinem?
Nelle cognitiones extra ordinem il processo non è diviso nelle due fasi in iure e apud iudicem, la decisione non è affidata a un giudice privato, non v'è litis contestatio con struttura, natura ed effetti della litis contestatio formulare. Il giudice ha massima libertà di apprezzamento.
91
Come si sono evoluti i processi postclassico e giustinianeo?
Con gli inizi dell'età post-classica, venuta definitivamente meno ogni residua applicazione delle formule, il processo si unifica. Gli orientamenti, i principi e le regole che si erano manifestati nelle classiche cognitiones extra ordinem si trasmettono fondamentalmente al processo postclassico.
92
Quali sono i concetti di capacità giuridica e capacità di agire?
La capacità giuridica è l'idoneità ad essere titolari di diritti ed obblighi o di situazioni giuridiche soggettive; la capacità di agire è l'idoneità ad operare direttamente nel mondo del diritto (compiere personalmente atti giuridici).
93
Come si differenziava il diritto romano moderno riguardo alla capacità giuridica?
Per il diritto romano, non tutti gli esseri umani avevano capacità giuridica. La capacità era riconosciuta alle persone intellettualmente capaci, ma non presupponeva necessariamente la capacità giuridica.
94
Cosa si intende per status libertatis, status civitatis e status familiae?
Lo status libertatis fa riferimento alla posizione giuridica della persona rispetto alla comunità degli uomini liberi; lo status civitatis rispetto alla comunità cittadina; lo status familiae rispetto alla famiglia.
95
Chi ha piena capacità giuridica nel diritto romano?
Piena capacità giuridica ha la persona che è libera, cittadina romana e pater familias, o comunque non soggetta a potestà. Questa persona viene detta sui iuris.
96
Chi sono gli alieni iuris?
Gli alieni iuris sono persone giuridicamente incapaci che sono soggette ad altrui podestà, sia essa dominium, mancipium, patria potestas o manus.
97
Chi sono i liberi?
I liberi sono coloro che posseggono lo status libertatis. Liberi si nasceva (ingenui) o si diventava (liberti).
98
Quali sono le fonti della schiavitù?
Le cause di schiavitù più rilevanti e significative furono la nascita da madre schiava e la cattura al nemico.
99
Cos'è il ius postliminii?
Il ius postliminii è un antico istituto per cui il cittadino romano catturato e divenuto schiavo del nemico riacquistava libertà e cittadinanza una volta tornato in patria.
100
Quali sono le condizioni giuridiche dei servi?
I servi sono persone alieni iuris assoggettati alla dominica potestas del proprietario (dominus), nel suo dominium ex iure Quiritium. Non hanno rilievo per il diritto le unioni tra servo e serva (contubernium).
101
Qual è la rilevanza giuridica dei comportamenti volontari dei servi?
Ai servi si riconobbe una sorta di capacità di agire, dando rilevanza giuridica a certi loro comportamenti volontari. Il criterio di massima fu che essi potessero migliorare, non peggiorare, la posizione giuridico-patrimoniale del dominus.
102
Cos'è la responsabilità nossale?
La responsabilità nossale è la regola per cui, contro il servo altrui responsabile di delicta, la vittima potesse esercitare vendetta direttamente, salva la facoltà del dominus di evitarla col pagamento di una pena pecuniaria.
103
Cos'è il peculio?
Il peculio è un gruzzoletto di denaro concesso ai servi. Proprietario del peculio era e restava il dominus, ma si ammise presto che i servi potessero, purché a titolo oneroso, trasferire il possesso delle res peculiari.
104
Cosa sono le obbligazioni naturali?
Le obbligazioni naturali sono obbligazioni assunte dai servi che, pur non dando luogo ad actiones, consentono al creditore di trattenere quanto ricevuto in adempimento (soluti retentio).
105
Cosa sono le azioni adiettizie?
Le azioni adiettizie sono azioni pretorie con cui il pretore garantiva ai terzi l'adempimento degli impegni assunti dal servo, aggiungendo la responsabilità del dominus a