Statuto Flashcards

(12 cards)

1
Q

Premessa Statuto e composizone

A

Lo Statuto è stato approvato con deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 8 del 7 marzo 2013 ed è entrato in vigore il 30 marzo 2013

  • Capo I PRINCIPI GENERALI
  • Capo II PARTECIPAZIONE POPOLARE E TUTELA DEI DIRITTI CIVICI
  • Capo III ORGANI DI ROMA CAPITALE
  • Capo IV DECENTRAMENTO MUNICIPALE
  • Capo V ORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI E DEI SERVIZI
  • Capo VI SERVIZI PUBBLICI LOCALI
  • Capo VII FINANZA, CONTABILITÀ E REVISIONE ECONOMICO-FINANZIARIA
  • Capo VIII VERIFICA E REVISIONE DELLO STATUTO
  • DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI
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2
Q

Che cosa è Roma Capitale

A
  • Rappresenta la comunità di donne e uomini che vivono nel suo territorio, ne cura gli interessi, ne promuove il progresso e si impegna a tutelare i diritti individuali.
  • È Capitale della Repubblica, capoluogo della Regione Lazio e città metropolitana.
  • Rappresenta i valori storici, culturali e civici dell’unità nazionale, essendo la sede naturale degli organi costituzionali e delle istituzioni repubblicane.
  • È il centro della cristianità e punto d’incontro tra culture, religioni ed etnie diverse.
  • È il capoluogo della Città Metropolitana, riconosciuta come sede istituzionale idonea per l’esercizio coordinato, con la Regione Lazio e gli organi dello Stato, delle funzioni territoriali (attività economica, servizi essenziali, tutela dell’ambiente e relazioni sociali e culturali).
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3
Q

A quale principi ispira la sua azione amministrativa Roma Capitale?

A

L’azione amministrativa di Roma Capitale è improntata al rispetto
* Principio di sussidiarietà (attribuendo responsabilità pubbliche ai Municipi in quanto territorialmente e funzionalmente più vicini ai cittadini). È svolta secondo criteri di:
* Trasparenza
* Imparzialità
* Efficacia, efficienza, economicità
* Rapidità e semplicità nelle procedure

E, nell’esercizio delle sue attività, sono molteplici i profili di promozione e tutela che si segnalano

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4
Q

Che cosa promuove Roma Capitale secondo lo Statuto?

A
  • L’organizzazione sociale, regolando tempi e orari e privilegiando il trasporto collettivo.
  • La massima trasparenza e visibilità dell’azione amministrativa e la più ampia partecipazione dei cittadini all’amministrazione locale e al procedimento amministrativo, garantendo l’accesso alle informazioni.
  • La trasparenza, l’integrità e la legalità (attraverso l’adozione del Codice etico degli Amministratori e dei dipendenti capitolini) per contrastare corruzione e infiltrazioni criminose.
  • Lo sviluppo economico, sociale e culturale della comunità, il diritto al lavoro e l’accrescimento delle capacità professionali, in particolare per la condizione giovanile e femminile.
  • Il ruolo sociale degli anziani
  • La partecipazione civica dei giovani (anche minorenni), valorizzandone l’associazionismo e promuovendone la crescita culturale, sociale e professionale.
  • I diritti delle bambine e dei bambini (in conformità alla Convenzione ONU), in particolare il diritto alla salute, alla socializzazione, alla partecipazione, al gioco, allo studio e alla formazione.
  • La tutela dei diritti delle persone con disabilità (in conformità alla Convenzione ONU), promuovendo il rispetto della dignità, l’autonomia, la non discriminazione e la piena partecipazione e inclusione nella società.
  • La riqualificazione del tessuto urbano, salvaguardando il paesaggio, gli spazi verdi e le caratteristiche naturali del territorio. Protegge e valorizza il territorio agricolo, tutela gli animali e favorisce la coesistenza tra le diverse specie.
  • La tutela del patrimonio artistico, storico, monumentale e archeologico, anche favorendo il coinvolgimento di soggetti privati per il recupero, la conservazione e la valorizzazione, e sostenendo le attività culturali.
  • L’accesso all’acqua come diritto umano, universale e bene comune pubblico.
    L’accesso a cibo sufficiente, sicuro, sano e nutriente come diritto universale e fondamentale, promuovendo percorsi formativi sull’educazione alimentare e ambientale per evitare sprechi.
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5
Q

Il Capo II dello Statuto di Roma capitale è dedicato alla partecipazione popolare e alla tutela dei diritti civici

A

Partecipazione popolare

I titolari dei diritti di partecipazione - salvo referendum e azione popolare - sono, oltre ai cittadini iscritti nelle liste elettorali di Roma Capitale:
* I cittadini non residenti ma che esercitano in essa la propria attività prevalente di lavoro.
* Gli studenti non residenti ma con comprovata attività di studio.
* Gli stranieri maggiorenni, residenti o ivi domiciliati per ragioni di studio o lavoro, legittimamente presenti nel territorio nazionale.

Diritto all’informazione e comunicazione istituzionale

  • Diritto di accesso documentale: I documenti amministrativi sono pubblici e liberamente consultabili, salvo i casi di legge o motivata riserva da parte del dirigente. L’accesso è assicurato anche tramite il sito web istituzionale e attraverso gli Uffici Relazioni con il Pubblico (URP).
  • Comunicazione istituzionale: È curata principalmente tramite il sito web istituzionale, pubblicando, tra l’altro: indirizzi generali di governo, bilanci, strumenti di pianificazione territoriale/urbanistica, atti di indirizzo ambientale/sociale, regolamenti, interventi per persone diversamente abili, redditi di Amministratori/dirigenti e l’esito delle gare d’appalto. Viene pubblicato sul sito il Bollettino di Roma Capitale.

Iniziativa popolare e istituti di partecipazione

· Deposito di progetti della cittadinanza: Progetti di atti di competenza dell’Assemblea o della Giunta possono essere presentati con non meno di cinquemila sottoscrizioni. Gli organi competenti devono deliberare sul progetto entro sei mesi.

  • Interrogazioni e interpellanze al Sindaco: Sono presentate con non meno di duecento sottoscrizioni. Il Sindaco risponde per iscritto entro sessanta giorni (o trenta giorni se riguardano le pari opportunità).
  • Petizioni: Possono essere presentate da singoli o associazioni per promuovere provvedimenti. Gli organi rispondono entro sessanta giorni. Se le petizioni sono accompagnate da almeno trentamila sottoscrizioni, possono essere illustrate in Assemblea Capitolina.
  • Referendum: L’iniziativa popolare per referendum richiede un numero di sottoscrizioni non inferiore all’uno per cento della popolazione residente. Le proposte referendarie sono approvate se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi, senza riferimento al numero dei partecipanti al voto.

L’Assemblea Capitolina può presentare una controproposta, in tal caso si vota contestualmente su entrambe, e risulta approvata quella che ottiene il maggior numero di voti.

  • Referendum consultivi: Possono essere promossi dall’Assemblea Capitolina o dai cittadini (su atti di competenza dell’Assemblea), con l’esclusione di materie specifiche (bilanci, tributi, nomine, ecc.).
  • Referendum abrogativi e Propositivi: Sono di iniziativa popolare (con esclusione delle materie previste per i consultivi più Statuto e regolamenti interni).

L’Assemblea deve determinarsi sui risultati consultivi entro trenta giorni (motivando l’eventuale mancato accoglimento). Per i referendum abrogativi/propositivi, l’Assemblea delibera tenendo conto del risultato entro trenta o centoventi giorni rispettivamente.

Ruolo delle associazioni, consulte, osservatori e forum

Associazioni e Volontariato: Roma Capitale valorizza le associazioni e le organizzazioni del volontariato, che possono collaborare alle attività e ai servizi pubblici, con la possibilità di accedere a strutture e servizi.
* Consulte e Osservatori: L’Assemblea istituisce consulte e osservatori con funzioni consultive. Essi hanno facoltà di proporre l’adozione di specifiche carte dei diritti.
* Forum: L’Assemblea disciplina la consultazione periodica, tramite l’organizzazione di forum, degli appartenenti alla comunità, delle associazioni di donne, sindacali e imprenditoriali e delle forze sociali, per l’elaborazione degli indirizzi generali.

Forme di tutela

Conciliazione dei tempi della vita amministrativa con le responsabilità familiari e professionali (Art. 13)

  • L’Amministrazione armonizza gli orari di servizio, di lavoro e di apertura degli Uffici con le esigenze dell’utenza e con gli orari delle amministrazioni UE e del lavoro privato.
    È istituito un osservatorio per assistere il Sindaco nel coordinamento degli orari (esercizi commerciali, servizi pubblici, uffici pubblici) al fine di armonizzare l’espletamento dei servizi con le esigenze della comunità.
  • Roma Capitale promuove misure di sostegno (anche attraverso nuove forme di organizzazione dei servizi sociali) per facilitare i cittadini nell’esercizio delle loro responsabilità familiari e professionali, in particolare per l’assistenza e la cura di bambini/e, persone con svantaggi psicofisici, anziani e malati cronici/terminali.

Protezione contro abusi, ritardi, carenze dell’amministrazione e in materia di contributi

  • Contro abusi, carenze e ritardi: È istituita un’apposita struttura (in posizione di speciale indipendenza dagli organi di governo) per promuovere la tutela dei cittadini contro abusi, carenze e ritardi degli Uffici capitolini. Tale struttura ha poteri di verifica, sollecitazione e promozione del riesame degli atti.
  • Tutela in materia di contributi/fiscalità: È istituita un’apposita struttura per la tutela dei diritti dei contribuenti per preservare il rapporto di reciproca fiducia. I cittadini possono rivolgersi a essa per segnalare disfunzioni, irregolarità, prassi irragionevoli e chiedere chiarimenti/verifiche sulle procedure di accertamento e riscossione di tributi. Questa struttura opera in posizione di indipendenza, verifica la correttezza degli Uffici finanziari, risponde alle richieste e promuove il riesame degli atti irregolari o anomali.
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6
Q

Definizione, ruolo e funzionamento dei Municipi di Roma secondo lo Statuto

A

Il territorio di Roma Capitale è articolato in quindici Municipi. Essi sono circoscrizioni di partecipazione, consultazione e gestione di servizi, nonché di esercizio delle funzioni conferite da Roma Capitale. Rappresentano le rispettive comunità, ne curano gli interessi e ne promuovono lo sviluppo nell’ambito dell’unità di Roma Capitale.
Ciascun Municipio assume una denominazione caratteristica e uno stemma, deliberati dal Consiglio del Municipio a maggioranza dei due terzi dei componenti, previa intesa con la Giunta Capitolina.
La revisione della delimitazione territoriale è deliberata dall’Assemblea Capitolina a maggioranza assoluta dei componenti.

Funzioni e Autonomie

  • Funzioni: I Municipi esercitano le funzioni loro attribuite dalla legge, dallo Statuto e dal Regolamento del decentramento. Ulteriori funzioni possono essere conferite dall’Assemblea Capitolina.
  • Gestiscono in particolare: servizi demografici, servizi sociali e di assistenza sociale, servizi scolastici ed educativi, attività culturali/sportive/ricreative locali, manutenzione urbana e gestione del patrimonio capitolino, disciplina dell’edilizia privata locale, manutenzione delle aree verdi locali (esclusi parchi storici/archeologici), iniziative per lo sviluppo economico (artigianato e commercio, esclusa grande distribuzione) e funzioni di polizia urbana (secondo Regolamento).
  • Ai Municipi sono assegnate risorse umane, finanziarie e strumentali. Definiscono autonomamente gli impieghi della quota di maggiori entrate tributarie ed extratributarie accertate e riscosse nel proprio territorio.
  • Concorrono alla definizione del bilancio di Roma Capitale e adottano annualmente gli atti di pianificazione degli interventi per spese e investimenti sul loro territorio.
  • Godono di autonomia amministrativa, finanziaria e gestionale (nei limiti stabiliti). Devono organizzare l’attività in base a criteri di efficacia/efficienza/economicità, con l’obbligo di conseguire l’equilibrio dei costi e dei ricavi.

Rapporto con gli organi politici capitolini

  • La Giunta Capitolina esercita funzioni di indirizzo e coordinamento sui servizi municipali, anche per garantire i livelli minimi essenziali delle prestazioni.
  • È prevista una Consulta dei Presidenti dei Municipi (presieduta dal Sindaco o Vice Sindaco) che si riunisce almeno una volta a trimestre, definita dal Regolamento del decentramento come sede permanente di consultazione e cooperazione.
  • Per gravi motivi di mancato esercizio di competenze o mancata attuazione degli indirizzi della Giunta, il Sindaco, dopo una diffida, può affidare agli organi centrali l’esercizio delle competenze o la gestione diretta.
  • Il Consiglio del Municipio può esercitare l’iniziativa delle deliberazioni di competenza dell’Assemblea Capitolina, con la maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati.
  • Il Presidente del Municipio può partecipare alle adunanze dell’Assemblea Capitolina e delle Commissioni con gli stessi diritti riconosciuti ai Consiglieri Aggiunti (diritto di parola sugli argomenti, senza diritto di voto).
  • Il Consiglio del Municipio può rivolgere interrogazioni e interpellanze al Sindaco, che deve rispondere entro sessanta giorni.
  • Il Regolamento del decentramento prevede l’obbligo di acquisire il parere non vincolante dei Consigli dei Municipi su specifici atti di Roma Capitale, per consentire proposte e osservazioni.

Organi politici dei Municipi (Il Consiglio, la Giunta e il Presidente)

Svolgono i compiti che svolgono gli omologhi capitolini.
Scioglimento del Consiglio del Municipi:

In caso di scioglimento, o di sfiducia, le funzioni del Consiglio e della Giunta sono esercitate dalla Giunta Capitolina, mentre quelle del Presidente sono esercitate dal Sindaco, fino alla proclamazione dei nuovi eletti. Si provvede ad avvertire il Prefetto e a indire nuove elezioni.
Può avvenire per:
* Sfiducia del Presidente: Il Presidente (e la Giunta) cessano dalla carica se il Consiglio approva una mozione di sfiducia, votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti e sottoscritta da almeno due quinti dei componenti. Se approvata, si procede allo scioglimento del Consiglio.
* Scioglimento del Consiglio (Art. 27, co. 28):
◦ Deliberazione dell’Assemblea Capitolina: A maggioranza assoluta dei componenti, se il Consiglio persiste in gravi e reiterate violazioni di legge, Statuto o regolamenti, nonostante la diffida motivata del Sindaco.
◦ Ordinanza del Sindaco: In caso di impossibilità a funzionare (es. dimissioni, impedimento, rimozione, decesso del Presidente; dimissioni contestuali della metà più uno dei membri assegnati; riduzione alla metà dei componenti).

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7
Q

Un ruolo di primo piano è riservato al tema della parità di genere

A

Un ruolo di primo piano è riservato al tema della parità di genere

Roma Capitale: garantisce e promuove le pari opportunità per le donne, che devono essere adeguatamente presenti delle nomine di enti, istituzioni, società partecipate e per incarichi dirigenziali e non dirigenziali.
Roma si impegna a rimuovere gli ostacoli che impediscono la loro piena realizzazione e partecipazione culturale, sociale, lavorativa e politica. E adotta piani di azioni positive (Art. 4, co. 2) volti a:
◦ Individuare gli ostacoli all’accesso e alla carriera.
◦ Promuovere l’accesso delle donne nei settori con insufficiente rappresentanza femminile e riequilibrare la presenza nei centri decisionali.
◦ Adottare procedure di selezione che evitino discriminazioni (anche implicite) relative allo stato civile.
◦ Assicurare l’effettiva partecipazione delle donne ai corsi di formazione e aggiornamento.
◦ Adottare un codice di comportamento per l’eliminazione delle molestie sessuali.
◦ Prevedere misure di sostegno per rendere compatibili le responsabilità familiari e professionali (anche attraverso nuove forme di organizzazione del lavoro e dei servizi sociali).

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8
Q

Assemblea Capitolina

A

Assemblea Capitolina

L’Assemblea Capitolina è l’organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo di Roma Capitale. È composta dal Sindaco e da quarantotto Consiglieri Capitolini. La sua sede è l’Aula Giulio Cesare nel Palazzo Senatorio di Roma.
Gode di autonomia funzionale e organizzativa e dispone di specifici fondi di bilancio, adeguato personale, locali e idonei strumenti per il funzionamento delle proprie strutture, delle Commissioni e dei Gruppi Capitolini.
All’interno è organizzata in:

  • Commissioni Permanenti e Speciali (Art. 22): Le Permanenti (in numero non superiore a un quarto dei Consiglieri, escluso il Sindaco) hanno funzioni istruttorie, referenti, redigenti e di controllo. Le Speciali hanno un termine di durata non coincidente con il mandato. Le Commissioni per il controllo o la garanzia sono presiedute dalle Opposizioni.
  • Gruppi Capitolini (Art. 21 co. 5): I Consiglieri si costituiscono in Gruppi Capitolini secondo le modalità stabilite dal Regolamento.
  • Il Presidente presiede e rappresenta l’Assemblea. Per assolvere le sue funzioni, è coadiuvato dall’Ufficio di Presidenza, composto dal Presidente, due Vice Presidenti (uno vicario), e due Consiglieri Segretari, eletti tra i Consiglieri Capitolini nella prima seduta (o in caso di vacanza).
    ◦ Presidente: Eletto a maggioranza assoluta dei voti dei componenti l’Assemblea, con votazione segreta.
    ◦ Vice Presidenti: Eletti con un’unica votazione successiva, a maggioranza semplice (i due Consiglieri con più voti).
    ◦ Consiglieri Segretari: Eletti con la stessa procedura del Presidente (maggioranza assoluta dei voti dei componenti).
  • Consiglieri aggiunti: Sono eletti in rappresentanza degli stranieri (maggiorenni, legittimamente presenti sul territorio nazionale e residenti a Roma o ivi domiciliati per ragioni di studio o lavoro. Vengono eletti in numero di quattro, con una correzione per garantire la rappresentanza di entrambi i sessi. Hanno titolo a partecipare alle sedute dell’Assemblea Capitolina e delle Commissioni Permanenti e Speciali con diritto di parola sugli argomenti. Non hanno diritto di voto.

Funzioni

  • Esercita le potestà a essa conferite dalle leggi e dallo Statuto.
  • Partecipa alla definizione, adeguamento e verifica dell’attuazione delle linee programmatiche del Sindaco e degli Assessori.
  • Esercita le funzioni di iniziativa previste dallo Statuto della Regione Lazio.
  • Formula gli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti di Roma Capitale in enti, istituzioni e società partecipate entro trenta giorni dall’insediamento.
  • Può disporre lo svolgimento di indagini amministrative su questioni di interesse locale.
  • Si riunisce almeno una volta al mese (salvo il periodo feriale).

Regolamento dell’Assemblea Capitolina

  • Viene approvato a maggioranza assoluta dei componenti.
  • Disciplina in particolare: l’esercizio delle funzioni di indirizzo e controllo; le procedure d’urgenza per garantire adempimenti di legge; lo svolgimento tempestivo di interrogazioni, interpellanze e mozioni; il procedimento per le nomine di competenza e per gli indirizzi sulle nomine in enti esterni; l’organizzazione di sessioni dedicate a politica sociale, assetto del territorio, sviluppo economico e cultura; lo svolgimento di una sessione annuale per l’esame degli istituti di partecipazione e tutela dei diritti; l’esercizio delle funzioni di indirizzo e controllo verso enti gestori; e le forme di pubblicità dell’attività, inclusa l’eventuale trasmissione dei lavori.

Collaborazione Collegio Revisori dei conti

L’Assemblea si avvale della collaborazione del Collegio dei Revisori dei conti. Può richiedere relazioni specifiche sulla regolarità delle procedure contabili e finanziarie. Il Presidente dispone l’audizione del Collegio in Assemblea o Commissione se richiesto da un quinto dei Consiglieri assegnati.

Diritti, le facoltà dei Consiglieri Capitolini e la loro retribuzione

  • Hanno il diritto di iniziativa per gli atti di competenza dell’Assemblea.
  • Possono presentare interrogazioni, interpellanze, mozioni e risoluzioni.
  • Hanno il diritto di essere tempestivamente informati sui progetti di deliberazione e le questioni all’ordine del giorno.
  • Hanno diritto di ottenere, liberamente e gratuitamente, da tutti gli Uffici di Roma Capitale, enti, istituzioni, società partecipate e gestori di servizi pubblici, informazioni e copie di atti e documenti (incluse deliberazioni e determinazioni dirigenziali).
  • Hanno diritto a percepire un’indennità onnicomprensiva di funzione (quota parte dell’indennità del Sindaco). L’indennità è dimezzata per i dipendenti che non richiedono l’aspettativa. Il Regolamento prevede detrazioni per assenza non giustificata. Fino all’applicazione del regime dell’indennità, è corrisposto un gettone di presenza. In caso di elezione o nomina in organi di diversi livelli di governo, se le cariche sono compatibili, conservano un solo emolumento a scelta.
  • La decadenza è determinata dalla mancata partecipazione, non giustificata, a dieci sedute consecutive dell’Assemblea.
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9
Q

Sindaco Capitolino e Giunta Capitolina

A

Sindaco

Il Sindaco è l’organo responsabile dell’amministrazione di Roma Capitale e rappresenta l’Ente (salvo quanto previsto dall’Art. 34, co. 4).

In particolare:

  • Nomina gli Assessori, tra cui il Vice Sindaco, entro il limite massimo e con le modalità stabilite, i dirigenti degli uffici e i rappresentanti di Roma Capitale in enti, istituzioni e società partecipate, sentita la Commissione Capitolina competente e in base agli indirizzi dell’Assemblea.
  • Presenta all’Assemblea Capitolina le dettagliate linee programmatiche entro dieci giorni dalla nomina della Giunta o, comunque, non oltre quarantacinque giorni dall’elezione dell’Assemblea.
  • Esercita ogni funzione attribuita come Capo dell’Amministrazione da leggi, Statuto e regolamenti e le funzioni attribuitegli come ufficiale di Governo.
  • Sovrintende all’espletamento delle funzioni conferite dallo Stato e dalla Regione Lazio.
  • Conferisce e revoca gli incarichi di direzione.
  • Sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici, impartendo direttive necessarie al Segretario Generale, all’eventuale Direttore Generale e ai responsabili delle strutture sovraordinate.
  • Indice i referendum di ambito capitolino.
  • Coordina gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici servizi e degli uffici pubblici (sentito l’osservatorio e sulla base degli indirizzi dell’Assemblea) al fine di armonizzare i servizi con le esigenze della comunità. Può delegare tale riorganizzazione oraria ai Presidenti dei Municipi.
  • Riferisce all’Assemblea sulle audizioni presso il Consiglio dei Ministri e sulle attività svolte per il raccordo istituzionale (es. Conferenza Unificata).
  • Assume le determinazioni relative agli accordi di programma.

Giunta Capitolina

La Giunta Capitolina è composta dal Sindaco (che la presiede) e da un massimo di Assessori pari a un quarto dei Consiglieri assegnati all’Assemblea Capitolina. Il Sindaco ne promuove e coordina l’attività.
Le deliberazioni richiedono la presenza della maggioranza dei componenti e il voto favorevole della maggioranza dei presenti (voto palese, salvo regolamento).

Funzioni:

  • Collabora con il Sindaco nell’attuazione degli indirizzi generali dell’Assemblea Capitolina e nell’amministrazione di Roma Capitale.
  • È tenuta ad attuare gli indirizzi approvati dall’Assemblea, salvo oggettive ragioni ostative che devono essere motivate e comunicate tempestivamente all’Assemblea.
  • Compie tutti gli atti di amministrazione, con esclusione di quelli riservati per legge all’Assemblea, al Sindaco, agli organi municipali o ai dirigenti.
  • Adozione dei regolamenti sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, nel rispetto degli indirizzi generali dell’Assemblea Capitolina.
  • Impartisce, anche tramite i singoli Assessori, le direttive necessarie ai dirigenti per l’espletamento dei compiti assegnati, nel rispetto degli atti di indirizzo dell’Assemblea.
  • Adotta a maggioranza assoluta dei componenti il regolamento per il proprio funzionamento.
  • I componenti hanno il diritto/dovere di partecipare alle sedute dell’Assemblea e delle sue Commissioni, senza diritto di voto.
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10
Q

Organizzazione degli Uffici e delle Strutture Capitoline

A

L’organizzazione dei dirigenti a Roma Capitale è strutturata su diversi livelli di responsabilità (più livelli direzionali).
Questo serve a garantire due obiettivi principali:
1. Assicurare una gestione completa e operativa (presidio di base, gestionale e operativo) di tutte le funzioni e dei servizi, sia quelli destinati ai cittadini (finali) sia quelli interni necessari per lavorare (strumentali).
2. Mantenere un continuo collegamento e coordinamento strategico con gli organi politici e gli alti funzionari.

Il Regolamento sull’ordinamento degli Uffici e dei servizi disciplina i casi in cui possono essere istituiti:

  • Uffici e strutture con scopi specifici e obiettivi determinati, anche in via temporanea, se emerge l’opportunità di gestire e coordinare attività di rilevanza per l’utenza in maniera interdisciplinare
  • Uffici di staff posti alle dirette dipendenze del Sindaco, della Giunta o degli Assessori per coadiuvarli nell’esercizio delle loro funzioni. L’organico di tali uffici è costituito da dipendenti capitolini o da collaboratori assunti con contratto a tempo determinato.

Principi di organizzazione (Art. 30 co. 3)

La disciplina e gli atti di organizzazione si ispirano ai seguenti criteri:

  • Distribuzione delle competenze in strutture di livello più elevato per garantire l’effettività della funzione dirigenziale e l’omogeneità delle discipline di settore, attribuendo compiti in via esclusiva.
  • Partecipazione, collaborazione e unitarietà programmatoria e pianificatoria degli obiettivi, dei progetti e delle attività.
  • Verifica costante e adeguamento dinamico degli assetti, da effettuare periodicamente e al momento della definizione degli obiettivi e della programmazione.
  • Misurazione e valutazione dei risultati di struttura, collettivi e individuali, tramite parametri che rilevino l’andamento gestionale e assicurino tempestività nelle misure di correzione.
  • Valorizzazione delle risorse umane e delle professionalità tramite formazione, specializzazione, coinvolgimento partecipativo e responsabilizzazione, e mediante la promozione del merito, della qualità e delle eccellenze.
  • Promozione e diffusione delle buone pratiche organizzative, amministrative e gestionali.
  • Razionalizzazione e ottimizzazione delle spese di funzionamento, anche accorpando le funzioni di approvvigionamento.
  • Dematerializzazione degli atti, omogeneizzazione delle procedure e semplificazione dell’accesso ai servizi.
  • Armonizzazione degli orari di apertura al pubblico e dei processi di erogazione dei servizi.
  • Interfunzionalità operativa delle strutture e costante supervisione e raccordo istituzionale e gestionale.

Disposizioni su Segretario e Direttore Generale

Tipi di Controlli Interni Previsti

Roma Capitale, in attuazione delle disposizioni di legge, adotta discipline per garantire lo svolgimento dei seguenti tipi di controlli interni:

  • Controllo strategico.
  • Controllo interno di regolarità amministrativa e contabile.
  • Controllo di gestione.
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11
Q

Servizi Pubblici Locali di Roma Capitolina

A

I servizi pubblici locali consistono nella produzione di beni e attività finalizzati a realizzare fini sociali e culturali e a promuovere lo sviluppo economico e civile della comunità.

Modalità di gestione

La scelta della forma di gestione è effettuata, con provvedimento motivato, dall’Assemblea Capitolina, basandosi su valutazioni di opportunità, convenienza economica ed efficienza di gestione, in relazione alla natura dei servizi e agli interessi pubblici da perseguire.
Nell’ipotesi di esternalizzazione della gestione, i rapporti tra Roma Capitale e il gestore sono regolati da contratti di servizio pubblico.
Roma Capitale esercita ogni necessaria attività di indirizzo, programmazione, coordinamento, vigilanza e controllo per garantire il corretto espletamento del servizio affidato, anche attraverso un sistema di monitoraggio permanente del rispetto dei parametri qualitativi e quantitativi, avvalendosi di un apposito organismo, anche esterno alla struttura amministrativa.

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12
Q

Verifica e Revisione dello Statuto di Roma Capitale

A

Verifica dello Statuto

L’Assemblea Capitolina procede annualmente alla verifica dell’attuazione dello Statuto. Questo avviene in occasione della sessione del bilancio di previsione o in sessione straordinaria, promuovendo una ampia consultazione fra gli appartenenti alla comunità cittadina.

Revisione dello Statuto

L’iniziativa della revisione dello Statuto appartiene a ciascun Consigliere Capitolino, alla Giunta Capitolina e ai Consigli dei Municipi.
Prima di essere esaminate dalla Commissione Capitolina competente per l’attivazione del procedimento di revisione, le proposte di modifica dello Statuto devono essere:
◦ Trasmesse a ciascun Consiglio del Municipio.
◦ Portate a conoscenza degli appartenenti alla comunità cittadina mediante affissione all’Albo Pretorio per non meno di dieci giorni e con altri strumenti idonei di comunicazione.
◦ Trasmesse agli osservatori di cui all’articolo 12.
◦ Deve essere comunque rispettata la procedura deliberativa prevista dalla normativa vigente.

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