Tecnica delle scale
Èuna tecnica applicabile sia ad analisi secondarie che ad indagini campionarie per misurare concetti complessi che presentano un problema di misruazione -> si scompongono i concetti complessi in sotto-dimensioni che vengono misurate con l’aiuto di indicatori, essi sono poi trasformati in variabili che ci permettono di ricostruitire il concetto dal punto di vista empirico. In questo modo possiamo misurare un concetto sottostante a queste domande che coincidono con la variabile latente che non è osservabile.
Scala
È un insieme coerenti di elementi che sono considerati indicatori di un concetto più generale.
Elemento
Singolo componente della scala che coincide con l’affermazione, la domanda o il comportamento.
Quali sono le applicazioni della tecnica delle scale?
La maggior parte delle applicazione di questa tecnica riguarda la misurazione di atteggiamenti, ovvero quell’insieme di tendenze, sentimenti, pregiudizi e nozioni preconcette, idee, timori, apprensioni e convinzioni di una persona nei confronti di un particolare argomento.
Possiamo quindi osservare l’opinione per rilevare l’atteggiamento nei confronti di un concetto.
Quali sono gli elementi di una scala?
Quali tipi di scale esistono?
Quali sono le questioni generali che vanno affrontare quando siamo noi stessi a formulare le domande (caso indagine campionaria)?
Come possono essere le risposte ad una scala?
Una scala è solitamente costituita da una batteria di domande, le cui risposte possono avere:
- autonomia semantica: la risposta ha un suo significato intrinseco che non necessità di essere messo in realzione con le altre risposte; inoltre esiste un ordine tra le risposte (ma non ne conosciamo la distanza)
- parziale autonomia semantica: le risposte hanno solo una parziale autonomia semantica -> il significato della risposta deve essera valutato in base al significato delle altre risposte; inoltre c’è un ordine ma dobbiamo conoscere tutte le risposte possibili per capire come rispondere (es: molto interessato, interessato…)
- scale auto-ancoranti: le domande presentano risposte contenute in un continuum, di cui solo le due categorie estreme sono dotate di significato. L’individuo deve quindi suddividere lo spazio tra i due estremi in modo autonomo, presumibilmente in spazi uguali, e posizionarsi sul continuum. Questo comporta però che non ci sia una unità di misura esterna -> si ottengono variabili quasi-cardinali
Scala di Likert
Si tratta di una scala adittiva, ovvero una scala il cui punteggio complessivo deriva dalla somma dei punteggi ai singoli elementi delle scale.
Esse presentano una serie di affermazioni collegate alle proprietà, con alternative di risposta che formano una scala di accordo-disaccordo. Sono scale con risposte a parziale autonomia semantica.
Quali sono le fasi di costruzione della scala di Likart?
Come si determina il grado di coerenza interno di una scala?
Scala di Likart
Una scala è coerente se gli individui che rispondono positivamente ad un item rispondono poi positivamente anche ad altri item. Se il contrario succede in maniera ricorrente le risponde non hanno coerenza tra loro -> trovare un criterio empirico per valutare l’esistenza di una dimensione comune tra gli intervistati (unidimensionalità della scala).
Per fare ciò si usa la correlazione elemento-scala, che ci permette di determinare l’alpha di Cronbach.
Correlazione elemento-scala
Si calcola per ogni soggetto il punteggio su tutta la scala e si calcola il coefficiente di correlazione fra questo punteggio complessivo e il punteggio su ogni singolo elemento. Se il coefficiente di correlazione per un item è bassa, significa che esso non rappresenta bene una dimensione della variabile latente.
Alpha di Cronbach
L’alpha di Cronbach è un coefficiente che ci da il valore di coerenza interna della scala che si calcola con la formula alfa=(nr)/(1+r(n-1)).
In cui n è il numero di items e r è la correlazione media.
L’alfa deve essere maggiore di 0.7 perché la variabile sia coerente con la scala.
Come si svolge il controllo di validità in una scala?
Scala di Likart
Quando gli items che abbiamo scelto non risultano indicativi di un concetto dobbiamo chiederci se la scala è multidimensionale. In questo caso, è possibile usare l’analisi fattoriale per valutare se le risposte date ad una serie di items hanno una coerenza interna, ovvero se esse costituiscono più fattori latenti, che corrispondono alle dimensioni che vogliamo analizzare.
L’analisi fattoriale è una tecnica statistica che ci fornisce dei coefficienti che ci indicano quando i diversi item abbiano una relazione tra loro e con la scala. Il factor loading \lambda, ovvero la relazione tra elemento della scala e fattore sottostante, deve essere maggiore di 0.4 .
Quali sono i lati negativi della scala di Likart?
Scala di Guttman
Guttman propone una soluzione al problema dell’unidimensionalità della scala, problema presentato anche dalla Scala di Likert -> propone una scala cumulativa (scalogramma), ovvero una scala in cui gli elementi sono presentati con difficoltà crescente, in modo che chi ha risposto affermativamente a una domanda deve aver risposto affermativamente anche a quelle che la precedono. Questo carattere di cumulatività viene considerato come una prova dell’esistenza di un continuum.
Le domande sono tutte dicotomiche e i valori vengono sommati per ottenere un punteggio complessivo, da cui è possibile risalre alle risposte date dall’individuo ad ogni elemento della scala (riproducibilità).
Quali sono le fasi per creare una scala di Guttman?
In che modo si eliminano le risposte errate?
Scala di Guttman
Quali sono le due tecniche che si possono usare per decidere se ci sono troppi errori nelle risposte?
Scala di Guttman
Se Il coefficiente è > 0.9 ed è anche superiore all’indice, si può affermare la buona riproducibilità della scala; in caso contrario si eliminano progressivamente i casi con errori maggiori finchè il coefficiente non è > 0.9
Quali suggerimenti sono stati avanzanti da Guttman per migliorare la resa tecnica della scala?
Quali sono i problemi della scala di Guttman?
Tecnica delle scale multidimensionali
Consiste nel partire dalle prossimità fra determinati soggetti, per esempio i candidati di una campagna elettorale, e ricostruire lo spazio concettuale nel quale questi sono collocati.
-> si tratta di una tecnica di analisi dati già rilevati, non di impostazione della rilevazione
Tecnica del differenziale semantico
Sviluppo
Viene sviluppata negli anni ‘50 del Novecento da Osgood, psicologo statunitense, per rilevare, con il massimo di standardizzazione, il significato che i concetti assumono per gli individui. Per fare ciò non è sufficiente chiedere agli individui cosa significhi per loro un concetto, perché alcuni saranno in grado di esprimerlo ed altri no.
Tecnica del differenziale semantico
Come funziona
Osgood propone quindi di basarsi sulle associazioni che l’intervistato instaura fra il concetto che si vuole studiare e gli altri concetti, proposti in maniera standardizzata a tutti gli intervistati → es: se vogliamo studiare il concetto di “sofistica” chiederemo: “sofisticato è duro o soffice, gradevole o sgravole? etc. Per aumentare la sensibilità dello strumento si chiede di classificare l’intensità di ogni giudizio su una scala di 7 punti → il differenziale semantico è essenzialmente una combinazione di associazioni controllate e di procedure di scaling.
La lista degli attributi bipolari secondo Osgood deve essere sempre la stessa.