Definizione ascite
Raccolta di liquido libero all’interno della cavità peritoneale; il liquido può essere di tipo essudatizio o trasudatizio.
Cause di ascite
Cirrosi epatica (è la complicanza più comune e ha significato pronostico negativo)
Scompenso cardiaco congestizio
Neoplasie (es. Metastasi peritoneale per diffusione transcelomatica)
Pericardite costrittiva
Tubercolosi
Pancreatite acuta
Sindrome nefrosica
Polisierosite
Cirrosi epatica
Malattia degenerativa epatica in cui c’è la sostitutizione progressiva di epatociti funzionanti con tessuto fibroso. Questo porta a perdita di funzionalità epatica e ostacolo al deflusso emativo portale, che non riesce a raggiungere le vene epatiche e quindi la vena cava. Per questo si sviluppa ipertensione portale e di conseguenza si formano vie epatofughe alternative per drenare il sangue portale nel cuore destro
Vie epatofughe superficiali
Varici ombelicali; portano alla formazione di caput medusae in cui c’è flusso sanguino centrifugo grazie alla riapertura della vena ombelicale/ Dilatazione di piccole vene a livello del legamento falciforme del fegato
Vie epatofughe profonde
Varici anali che portano alla formazione di emorroidi
Varici esofagee
Sistema del Rezius
Esame obiettivo dell’ascite
Ispezione: addome globoso (fasi iniziali), addome batraciano (fasi avanzate); mobilità respiratoria ridotta; cicatrice ombelicale piatta o estroflessa; reticoli venosi; spider nevi (in caso di cirrosi), edemi declivi (in caso di cirrosi)
Palpazione: su paziente supino, addome teso ma trattabile, non dolente. Si osservano segno del fiotto e segno del ghiacciolo
Percussione: su paziente supino si fa percussione a raggiera partendo dal punto più alto dell’addome (ombelico), si sentirà suono timpanico (visceri addominali che galleggiano) superiormente, mentre il versamento avrà suono ottuso alla base dell’addome (si traccia linea di confine tra i due suoni). Si fa anche percussione a partire dall’ascellare media con paziente in decubito laterale per osservare spostamento del versamento (si traccia linea che separa suono ottuso (più in basso) da timpanico (più in alto)
Auscultazione: peristalsi torpida per difficoltà delle anse di muoversi per la presenza di liquidi; possibile sfregamento splenico in ipocondrio sinistro
Segno del fiotto
Con paziente supino, con una mano si dà un lieve colpo a livello dell’addome laterale per evidenziare la propagazione dell’onda di compressione sul lato controlaterale, che viene percepita dall’altra mano. Per facilitare la manovra può intervenire un secondo esaminatore che tiene il lato ulnare della mano longitudinalmente a livello della linea alba per eliminare eventuali onde di superficie trasmesse dalla cute (si vogliono sentire onde profonde)
Segno del ghiacciolo
Si evidenzia in caso di ascite da cirrosi epatica con ingrossamento epatico; si dà un piccolo colpo con la ounta delle dita in ipocondrio destro, poi si lasciano le dita a contatto con questa zona: se si percepisce il fegato che “riemerge” il segni è positivo (il fegato galleggia sul liquido perché quando è fibrotico ha densità minore
Paracentesi
Prelievo del liquido ascitico. Di solito si fa nel punto di McBurney di sinistra per evitare di non pungere un’ansa intestinale (questo si può anche verificare tramite percussione per cercare un suono ottuso e non timpanico/tramite ecografia). Si fa sempre con guida ecografica.
Il liquido viene poi sottoposto a analisi chimico-fisica (composizione molecolare/proteica/colore/peso), microbiologica (per indagare presenza di germi) e citologica (per vedere se ci sono cellule tumorali)
Caratteristiche del liquido trasudatizio
Colore molto chiaro, bassa densità, scarsa presenza di proteine. Tipico di cirrosi epatica e scompenso cardiaco
Caratteristiche del liquido essudatizio
Colore giallo scuro, elevata densità, elevata concentrazione proteica e presenza di batteri. Si ha in caso di peritonite e carcinomi peritoneali
Sistema del Rezius
Via epatofuga profonda in caso di ipertensione portale. Si forma grazie a microemorragie retroperitoneali che stimolano l’angiogenesi e quindi la formazione di nuovi vasi sanguigni retroperitoneali che vanno a unirsi con le vene del colon
Varici esofagee come via epatofuga profonda
Normalmente le vene esofagee drenano nella vena azygos superiormente, mentre le vene gastriche drenano nella vena porta. Esse si uniscono e formano varici esofagee
Varici anali come via epatofuga profonda
Normalmente l’ultima parte del retto (ano) è drenato da vene emorroidarie inferiori che scaricano nella vena cava, mentre la parte superiore del retto è drenata da vene emorroidarie superiori che scaricano nel sistema portale. Se aumenta la pressione portale si formeranno varici anali (emorroidi) per far drenare il sangue in vena cava