Definizione di ernia
Fuoriuscita di un viscere/parte di un viscere dalla sua cavità naturale/sede in cui è localizzato. L’ernia ha la tendenza a crescere nel tempo. Clinicamente si osserva una tumefazione di parete riducibile (a meno che non sia un’ernia complicata)
Classificazione ernie
Ernie interne: protrudono da un orifizio interno alla cavità addominale (es. Ernia itale, ernia nella retrocavità degli epiploon, ernie nelle fossette sigmoidee)
Ernie esterne: protrudono fuori dalla cavità addominale (es. Laparocele). Tutti i visceri possono potenzialmente impegnarsi protrudere verso l’esterno (tranne il pancreas); le sedi più comuni in cui si formano ernie sono: cicatrici post-chirurgiche, ombelico, linea alba
Classificazione delle ernie esterne
Congenite: dalla nascita; es. Onfalocele è mancata chiusura dell’ombelico alla nascita
Acquisite: dopo la nascita
Struttura dell’ernia addominale
Ernia di petit
Ernia rara a livello lombare nel triangolo di Petit (delimitato mediamente dal gran dorsale, interiormente dalla cresta iliaca, lateralmente dall’obliquo esterno)
Complicanze delle ernie
Le ernie si dicono complicate se non sono riducibili
Le complicanze sono:
Strozzamento erniario
Intasamento erniario
Irriducibilità/incoercibilità
Infiammazione
Strozzamento erniario
Costrizione serrata della porta erniaria che determina sofferenza vascolare e necrosi del viscere. Se non trattata entro 8 ore bisogna fare resezione del viscere.
I segni sono:
- dolore viscerale e parietale
- irriducibilità
- segni di occlusione (ileo meccanico)
Intasamento erniario
Progressivo accumulo di materiale solido all’interno dell’intestino erniato (formazione di fecaloma), di solito nelle ernie del colon a sinistra, di grandi dimensioni
Segni:
- no dolore (l’accumulo è un processo lento quindi i recettori si adattano
- progressivo aumento di volume
- irriducibilità
- segni di occlusione intestinale (ileo meccanico)
Irriducibilità/incoercibilità
L’ernia non può essere ridotta o compressa per via di volume troppo grande o per aderenze formate da trasudi di fibrina tra viscere e sacco erniario. Comune nel laparocele
Segni:
- no segni di occlusione
- irriducibilità
- ernie di grosse dimensioni
- assenza di dolore
Infiammazione ernie
Può essere secondaria a trauma, propagazione cutanea di un’infezione, peritonite
Segni:
- no segni di occlusione
- dolore
- segni di flogosi locale
- irriducibilità
Canale inguinale
Tunnel lungo 4-5 cm che attraversa la parete della zona inguinale anteriore in direzione obliqua latero-mediale. È costituito da un anello di entrata, l’orifizio inguinale interno, e da uno di uscita, l’orifizio inguinale esterno. Al suo interno c’è il passaggio dei funicoli spermatici nell’uomo, e dei legamenti rotondi dell’utero nella donna.
Pareti del canale inguinale
Superiormente: muscolo obliquo interno e muscolo traverso
Posteriormente: fascia trasversalis
Anteriormente: aponeurosi del muscolo obliquo esterno
Inferiormente: legamento inguinale
Linea di Malgaigne
Linea immaginaria che unisce la sinfisi pubica alla spina iliaca anteriore superiore. Corrisponde anatomicamente al legamento inguinale. È il limite per distinguere un’ernia inguinale da una crurale: l’ernia inguinale origina sopra questa linea, l’ernia crurale sotto.
Fattori che predispongono alla formazione di ernie
Fragilità della parete: ad esempio nell’uomo il canale inguinale è un punto di fragilità anatomica perché è il punto in cui avviene la discesa dei testicoli verso lo scroto durante lo sviluppo embrionale, e dopo la nascita questo canale non si chiude completamente.
Obesità: comporta aumento cronico della pressione addominale a causa dell’aumento del grasso viscerale, che comporta spostamento in avanti dei muscoli addominali e sviluppo di una tensione che solleva il tendine congiunto (= fibre terminali dei muscoli obliquo interno e trasverso) facendo perdere stabilità al canale inguinale
Su cosa si basa la diagnosi di ernia
Si basa esclusivamente sull’obiettività di parete, è fondamentale quindi la visita del paziente perché non c’è nessun metodo laboratoristico o strumentale che ne possa dare la conferma
Quadro clinico delle ernie
Tipi di ernie inguinali in base alla localizzazione
Classificazione dimensionale delle ernie inguinali
Diagnosi differenziale di una tumefazione scrotale
Idrocele
Accumulo di liquido nella tonaca vaginale propria del testicolo dovuto al fatto che durante la discesa del testicolo esso si porta dietro una porzione di peritoneo parietale, quindi in caso di liquido nella cavità peritoneale, esso può scendere fino allo scroto. In alternativa, se il dotto peritoneo-vaginale è chiuso, il liquido può raggiungere lo scuoto attraverso trasudazione.
Può essere congenito, nel caso di pervietà del dotto peritoneo- vaginale, oppure semplice in caso di secrezione di liquido sa parte della tunica vaginale del testicolo.
Alla consistenza è una tumefazione teso-elastica non dolente e non riducibile, senza peduncolo
Iter diagnostico di una tumefazione scrotale
EO massa tumorale testicolare
Tumefazione dalla consistenza dura, non esiste il peduncolo
Esame obiettivo di un’ernia inguinale
Ispezione: in ortostatismo + manovre per aumentare la pressione addominale e renderla più visibile (manovra di Valsalva/colpi di tosse)
Palpazione: in posizione supina, la tumefazione appare riducibile (a meno che non sia un’ernia complicata), si effettua la manovra di Taxis. La consistenza dipende dal contenuto dell’ernia: se è intestino la consistenza è teso-elastica, se è omento la consistenza è più dura. Dopo la manovra di riduzione si effettua l’invaginazione della cute dello scroto
Percussione: suono timpanico se contiene intestino; suono ottuso se contiene liquido o omento
Manovra di Taxis
Manovra per ridurre un’ernia di grandi dimensioni a partire dal peduncolo: con una mano si esercita pressione sopra l’ernia mentre con l’altra mano si cerca di inserire il contenuto nella porta erniaria.