struttura hiv (+ quanti geni) + primo farmaco usato contro HIV che problemi aveva? + che tipo di terapia ci sono oggi?
HIV
- retrovirus
- a singolo filamento +
- 3 geni strutturali (Gag, Pol ed Env), tre geni regolatori e tre geni accessori. Esso infetta i linfociti TCD4
PRIMO FARMACO
- zidovudina (AZT), inibisce la replicazione virale ma può causare anemia.
TERAPIE
- oggi sono disponibili terapie parenterali long-acting con iniezione ogni 2 mesi.
ogni quanto nel modo muore un sieropositivo? /// quanti geni ha l’HIV? e quali sono? + quante proteine?
1 al minuto.
GENI HIV
- gag: Codifica proteine strutturali del nucleo virale (MA, CA, NC, p6).
- pol: Codifica enzimi virali (PR, RT, IN).
- env: Codifica proteine dell’involucro (gp120, gp41).
- tat: Regolatore della trascrizione virale (transattivatore).
- rev: Regolatore dell’espressione genica (esportazione RNA).
- nef: Accessorio: modula l’infezione cellulare e la virulenza.
- vif: Accessorio: contrasta fattori antivirali cellulari.
- vpr: Accessorio: coinvolto nell’importo nucleare e arresto cellulare.
- vpu: Accessorio: promuove la budding virale (in HIV-2 sostituito da vpx).
Questi 9 geni codificano complessivamente 15 proteine virali.
quanti casi di HIV nel mondo? quanti hanno cure? + quale è il gruppo più colpito?
39 milioni
30 milioni
GRUPPO PIU COLPITO
- il principale bacino non è la comunità omosessuale, ma le donne.
- In Africa subsahariana, ogni settimana si infettano circa 4000 adolescenti.
Europa Orientale: nel 2023 si sono registrati 30.000 nuovi casi, con trasmissione spesso legata a siringhe contaminate.
NEL LIQUOR
- Fanti (Neutrofili): Emergenza batterica
- Intelligence (Linfociti): Virus o Cronico.
ipoglicorrachia è da batteri, funghi, cronico (TBC)
glucosio normale è da virus.
storia naturale della malattia /// 2 fasce d’eta più colpite /// HIV può esser trasmesso verticalmente?
Storia naturale della malattia (senza terapia):
- perdita di circa 100 linfociti CD4/anno;
- dopo la diagnosi di AIDS la sopravvivenza media era di 18 mesi.
FASCE D’ETA PIU COLPITE
- 30–39 anni e 25–29 anni.
TRASMISSIONE VERTICALE: SI
- dal latte
- nel parto
diagnosi di infezione da HIV
DIAGNOSI
1. Test sierologico (anticorpi anti-HIV): consente la diagnosi indiretta. La positività certifica la presenza di infezione.
2. NON sono necessari esami ematochimici di routine (come emocromo o funzionalità renale/epatica) per la diagnosi.
diagnosi AIDS + indicazioni alla profilassi primaria e secondaria
DIAGNOSI
L’AIDS non può essere diagnosticato solo con il test sierologico, perché rappresenta lo stadio avanzato dell’infezione da HIV. La diagnosi si basa su:
- Conta linfociti T CD4 < 200 cellule/mL.
- Presenza di infezioni opportunistiche maggiori (classificate come B o C). Ad esempio: la candidosi orale non è considerata AIDS-defining.
Indicazione alla profilassi primaria o secondaria:
- Profilassi PRIMARIA: per soggetti a rischio di infezione ma ancora sieronegativi.
- Profilassi SECONDARIA: per soggetti HIV-positivi, al fine di prevenire recidive di infezioni opportunistiche.
decorso clinico HIV
DECORSO CLINICO
- Contagio: il virus entra attraverso mucose, infetta linfociti locali e raggiunge i linfonodi. Qui avviene un’amplificazione del processo infiammatorio e dell’infezione.
Infezione primaria (fase acuta):
- Avviene rapidamente (ore o giorni).
- Il virus si diffonde in organi e tessuti (sistema nervoso centrale, linfonodi, intestino).
- Si integra nel DNA delle cellule ospiti.
- Clinicamente può dare sintomi aspecifici, simili a una sindrome influenzale, spesso non riconosciuti.
Proprio per la velocità della diffusione, la profilassi post-esposizione (PEP) va somministrata entro 48–72 ore dal contatto a rischio.
Fase di latenza clinica:
- Dopo la risposta immunitaria, la replicazione virale si riduce fino a un equilibrio chiamato set point virologico.
- Il paziente rimane asintomatico per anni.
- La fase è detta “latenza clinica” e NON “incubazione”.
Progressione alla malattia:
- Quando i linfociti CD4 diminuiscono drasticamente, compaiono sintomi generali o infezioni opportunistiche.
- Questo indica compromissione grave del sistema immunitario e definisce la transizione ad AIDS.
Se il set point virologico è determinato dall’equilibrio tra replicazione virale e risposta immunitaria, come può la variabilità genetica del virus (quasi-specie) influenzare la durata della fase di latenza clinica e la progressione ad AIDS?
La diagnosi di infezione si fa con il test sierologico, mentre quella di AIDS richiede criteri immunologici e clinici (CD4 < 200 e infezioni opportunistiche)
RISPOSTA
L’HIV ha un’elevata variabilità genetica a causa della mancanza di attività correttiva della trascrittasi inversa. Questo porta alla formazione di quasi-specie, ossia popolazioni virali eterogenee presenti contemporaneamente nell’organismo.
Durante la fase di latenza clinica, alcune varianti meno aggressive vengono contenute dalla risposta immunitaria, consentendo anni di equilibrio. Tuttavia, altre varianti possono acquisire mutazioni che conferiscono:
- maggiore efficienza di replicazione,
- capacità di infettare nuovi tipi cellulari (come i monociti-macrofagi),
- resistenza alla pressione immunitaria.
- Quando queste varianti diventano dominanti, il virus rompe l’equilibrio del set point: la replicazione accelera, la distruzione dei CD4 si amplifica e la progressione ad AIDS si anticipa.
In sintesi, la diversità genetica interna del virus è una delle ragioni per cui la durata della latenza clinica varia tra i pazienti e perché alcuni evolvono rapidamente verso AIDS mentre altri restano stabili più a lungo.
i 6 stadi di fiebig
Clinicamente, l’HIV presenta una fase acuta rapida, seguita da una lunga latenza che termina con il crollo dell’immunità.
STADI DI FIEBIG
definiti dalla comparsa successiva di diversi marker:
Stadio 1:
- Solo RNA virale rilevabile con PCR.
- Diagnosi diretta mediante amplificazione genica.
Stadio 2:
- RNA virale + antigene p24.
- Indica produzione attiva di particelle virali complete.
Stadio 3:
- RNA virale + antigene p24 + anticorpi IgM anti-HIV.
- Test antigene-anticorpo di quarta generazione è positivo già nelle PRIME DUE SETTIMANE - ELISA.
Stadio 4:
- Western Blot indeterminato.
- Anticorpi presenti ma non ancora in numero sufficiente per un risultato chiaramente reattivo.
Stadio 5:
- Western Blot reattivo, ma ancora negativo per la proteina p31 (pol).
Stadio 6:
- Western Blot completamente reattivo, incluso p31 (pol).
- Indica una risposta anticorpale ormai completa.
quando abbiamo già positività al test antigene-anticorpo per l’HIV? + in che fase il pz è altamente contagioso? /// ripasso sequenza diagnostica
RISPOSTA:
- stadio 3 fiebig, già dalle prime due settimane.
FASE ACUTA - FASE 2 FIEBIG
- è necessario avviare immediatamente terapia antiretrovirale
- la trasmissione sessuale non è più possibile solo quando, sotto terapia efficace, la viremia scende a valori < 50 copie/mL.
SEQUENZA DIAGNOSI
Diagnosi HIV in Italia – Riassunto secco da 30 e lodePrimo test → Test combinato di 4ª generazione (anticorpi + antigene p24)
(laboratorio o test rapido in farmacia/checkpoint)
Se NEGATIVO → tranquillo (ma ripeti a 3 mesi se esposizione recente)
Se POSITIVO → NON è ancora diagnosi!
→ Secondo test di conferma (altro ELISA o Western Blot)
Se anche il secondo è POSITIVO → Diagnosi di HIV confermata
→ Se discordante → terzo test molecolare (HIV-RNA / PCR)
Sequenza ufficiale italiana:
Screening 4ª gen → Conferma immuno (WB/LIA) → Eventuale PCRPeriodo finestra reale con test moderni: massimo 45 giorni (di solito positivo già a 3-4 settimane).Tutto gratuito e anonimo nei centri pubblici, consultori, Ser.T e checkpoint.
a cosa è dovuta la discrepanza tra test ELISA e western blot?
La diagnosi precoce richiede di riconoscere le discrepanze tra ELISA (stadio 3 - antigene-anticorpo) e Western Blot e confermare con PCR.
- la discrepanza è dovuta al ritardo fisiologico della risposta adattativa
cosa succede nello stadio 4 di fiebig /// quale è il valore normale di linfociti nel sangue? + normale rapporto CD4/Cd8
Stadio 4: gli anticorpi ci sono, ma il pannello non è completo → Western Blot indeterminato.
VALORE NORMALE
- tra 500–900 cellule/µL
Anche con CD4 apparentemente normali, si può osservare un’inversione del rapporto CD4/CD8:
- In condizioni fisiologiche: rapporto > 1 (più CD4 che CD8).
- In HIV: i CD4 diminuiscono e i CD8 aumentano come risposta citotossica → rapporto < 1.
Per questo motivo, non basta guardare i CD4 totali, bisogna sempre valutare anche il rapporto CD4/CD8.
soglia di sicurezza da raggiungere con la terapia HIV /// quale parametri unisce la categorizzazione della manifestazione HIV
la soglia di sicurezza è < 50 copie/mL.
CATEGORIA IN A, B, C
La classificazione clinica unisce:
- Numero di CD4 (gravità immunologica),
- Lettera (A, B, C) che indica la severità clinica.
manifestazione HIV di classe A /// 3 patogeni che danno retiniti in HIV /// terapia neurotoxoplasmosi in HIV
CLASSE A
- Asintomatici o infezione acuta transitoria.
- Linfoadenopatia generalizzata persistente (PGL).
PATOGENI RETINITI
- Citomegalovirus - foscarnet/ganciclovir.
- Varicella – Zoster - acyclovir
- Toxoplasma - pirametaminasulfadiaziona/acido folinico.
NEUROTOXOPLASMA
- bactrim / pirimetazina + sulfadiazina
manifestazione Hiv classe B
CLASSE b
Sintomi legati a compromissione dell’immunità cellulomediata, ma non AIDS-definenti.
Esempi:
- Herpes Zoster ricorrente,
- Trombocitopenia,
- Neuropatia periferica inspiegata,
- Candidosi orofaringea,
- Oral hairy leukoplakia,
- Sintomi costituzionali (febbre > 38,5 °C o diarrea > 1 mese),
- PID (pelvic inflammatory disease),
- Candidosi vaginale persistente,
- Displasia o carcinoma in situ della cervice uterina.
classe C manifestazioni HIV
la classe B non sono ancora AIDS definenti.
CLASSE C
Malattie AIDS-definenti, come:
- Candidosi esofagea,
- Polmonite da Pneumocystis jirovecii,
- Meningite criptococcica,
- Toxoplasmosi cerebrale,
- Micobatteriosi atipiche, tubercolosi.
Con immunodepressione profonda (CD4 < 200) aumentano patologie come citomegalovirus disseminato, infezioni da Mycobacterium avium, criptosporidiosi intestinale.
5 tumori più probabili da sviluppare con HIV /// 2 farmaci nella versione semplificata della terapia
HIV NEOPLASIE
- Linfoma non-Hodgkin → rischio ×11.
- Sarcoma di Kaposi → rischio ×500.
- Tumore anale → rischio ×20.
- Carcinoma epatocellulare (HCC) → rischio ×3.
- Carcinoma vulvare → rischio ×10.
FARMACI VERSIONE SEMPLIFICATA
- Dolutegravir + Lamivudina
- Dolutegravir + Rilpivirina
lamivudina o rilpivirina sono inibitori transcrittasi inversa. (uno nt e l’altro nn-nt)
ricorda che generalmente la biopsia, se è possibile effettuarla, è preferibile all’agoaspirato perché fornisce più
materiale e consente un miglior studio del tessuto.
sarcoma di kaposi cosa è
linfoma non hodgkin, sarcoma di kaposi, tumore anale, carcinoma epatocellulare, carcinoma vulvare.
SARCOME DI KAPOSI
- Malattia neoplastica associata al virus erpetico umano 8 (HHV-8/HSV-8).
- Clinica: lesioni cutanee e mucocutanee nodulari, di colore violaceo, molto suggestive.
Localizzazioni viscerali:
- Gastrointestinale → dolore addominale, sangue nelle feci, calo ponderale (spesso asintomatico e scoperto in autopsia).
- Polmonare → tosse, dispnea, infiltrati interstiziali diffusi alla radiografia; prognosi sfavorevole.
- Associazioni: iperplasia linfonodale (Castleman’s disease).
Terapia:
- principale: terapia antiretrovirale (ART), che induce regressione sia del virus HIV sia del patogeno opportunista;
- casi refrattari: chemioterapia o radioterapia.
sarcoma di kaposi quale altro distretto colpisce? + terapia
SARCOMA DI KAPOSI
oltre a dare lesioni cutanee e mucocutanee nodulari e violacee, colpisce:
- GI: dolore, sangue.
- POLMONI: tosse, dispnea - sfavorevole.
TERAPI
- antiretrovirale (ART)
- casi refrattari: chemioterapia o radioterapia.
A distanza di oltre quarant’anni dalla scoperta del virus, il monitoraggio clinico di un paziente HIV-
positivo si basa ancora su questi due parametri fondamentali:
* la carica virale (HIV-RNA plasmatico);
* il numero di linfociti CD4.
Maggiore è la viremia e minore è il numero di CD4, maggiore è il rischio di progressione verso l’AIDS.
linfoma primitivo del snc da hiv + strategia terapeutica
Linfoma primitivo del SNC
- È sempre EBV-positivo, oltre che HIV.
- Diagnosi: non si ricorre a biopsia cerebrale, ma si ricerca il DNA di EBV nel siero o liquor.
- Differenziale principale: toxoplasmosi cerebrale, che può dare lesioni simili (lesioni necrotiche con edema).
Strategia: iniziare terapia anti-toxoplasma “ex adiuvantibus”; se non c’è risposta, sospettare linfoma.
M184V mostra resistenza alla lamivudina.
quale è l’infezione fungina più frequente in pz hiv + lesioni encefaliche da HIV tipiche
Polmonite da Pneumocystis jirovecii (PJP, ex carinii)
- febbre, tosse secca, dispnea progressiva fino a insufficienza respiratoria. (potrebbe in caso di HIV essere anche tubercolosi)
- Imaging: infiltrati bilaterali e interstiziali diffusi.
per open evidence è candidiasi mucocutanea.
secondo OPEN EVIDENCE
Nei pazienti con immunodeficienza avanzata (CD4 <100 cellule/mm³):
- infezioni invasive più frequenti: criptococcosi
- polmonite: Pneumocystis jirovecii
- piu frequente: candidiasi mucocutanea.
Lesioni encefaliche in HIV
- Toxoplasmosi cerebrale: lesioni focali ad anello con edema, frequenti.
- Linfoma cerebrale primitivo: lesioni simili, EBV+.
- Infectious non-focal brain disease: lesioni diffuse senza presa di contrasto, che possono derivare da:
- encefalite da CMV,
- PML (progressive multifocal leukoencephalopathy, da virus JC),
- AIDS dementia complex.
su cosa si basa la terpia di meningite criptococcica /// terapia HAART quando andrebbe inziata? + 4 eccezioni
TERPIA
- su Amfotericina B + Flucitosina in fase di induzione e sul Fluconazolo in fase di mantenimento.
TERAPIA HAART
il prima possibile indipendentemente dal valore di CD4+.
- ma vi sono almeno 4 patologie (tubercolosi, meningite criptococcica, la PML e il sarcoma di Kaposi) in cui
questa regola non vale:
- nella tubercolosi e nella meningite criptococcica è necessario prima avere sotto controllo l’infezione;
- nella PML si preferisce evitare la HAART poiché un inizio troppo rapido potrebbe portare ad un’esacerbazione dei sintomi (ponendo il paziente a rischio di vita trattandosi di una patologia che coinvolge SNC);
- Nel sarcoma di Kaposi inizialmente si assiste a un peggioramento, ma, a distanza di un anno, il paziente recupera spontaneamente.
In questi casi bisogna scegliere se attendere il recupero spontaneo o intervenire con radioterapia o chemioterapia.
qta normale di leucociti per uL? + in che modo HIV può dare meningite?
range: 4500 - 11000
MENINGITE
- DIRETTA: durante la fase acute, infettando linfociti e microglia nel SNC
- INDIRETTA: principalmente da criptococco neoformans (ma anche tb, CMV, HSV).
La presenza della banda p31 è utilizzata per distinguere tra infezione recente e cronica, poiché la sua comparsa avviene settimane dopo le altre bande principali.
tre passaggi sequenziali per diagnosi HIV /// cosa permette di fare la classificazione di atlante (CDC)
DIAGNOSI HIV
1. Test di screening – ELISA combinato antigene/anticorpo: antigene p24 del virus e gli anticorpi anti-HIV
2. Test di conferma – Western Blot: Identifica le proteine virali contro cui sono diretti gli anticorpi. funziona più tardi.
3. Ricerca diretta del virus – HIV RNA (PCR)
La conta dei linfociti CD4+ serve a monitorare l’infezione e lo stato immunitario del paziente, non a porre diagnosi.
CLASSIFICAZIONE DI ATLANTA
- permette di inquadrare il paziente in base al quadro clinico e immunologico.
Le tre classi numeriche si basano sui valori dei linfociti CD4:
* 1: > 500 cellule/mm3
* 2: 200–499 cellule/mm3
* 3: < 200 cellule/mm3